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L’Eni diventi capitale dell’auto elettrica
 
Il portabandiera dei verdi ha illustrato la sua idea che comprende anche l’installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli. Un progetto di Menichetti per sostituire i 2mila mezzi inquinanti 
 
Mezzi elettrici e a metano al posto di altri 2 mila veicoli inquinanti che ogni giorno si dirigerebbero al VI Palazzo Uffici Eni, mandando in tilt la viabilità». La proposta arriva dal portabandiera dei Verdi, Marco Menichetti, che nel corso della lunga nottata per l’adozione del nuovo piano di terziario, ha illustrato la sua idea con tanto di diapositive. «Auspico - dice il promotore di una battaglia condotta in nome della modernità e dell’ambiente -, che Eni e il comune sappiano cogliere l’occasione di diventare un polo sperimentale all’avanguardia a livello italiano. Ricordo che verso traguardi del genere si sta già muovendo il comune di Reggio Emilia, mentre guardando all’Europa Amsterdam sta portando i preparativi di una scommessa completamente basata su mezzi elettrici. Perché San Donato non può dare un esempio virtuoso?». L’obiettivo punterebbe a far si che nel parcheggio da 1600 posti auto previsto a corredo della futura cittadella per colletti bianchi possano trovare spazio solo mezzi ecologici, con possibilità di noleggio rivolta anche a tutta la cittadinanza. Non solo. A corredo, viene anche chiesto l’allestimento di colonnine per la ricarica delle auto che viaggerebbero senza fare il pieno. Unica eccezione, vista anche la vicinanza al distributore, viene concessa per i mezzi a metano. «È un piano rivoluzionario - ricorda Menichetti -, ma non certo impossibile da realizzare, visto che anche una nota casa automobilistica si sta preparando a lanciare i propri modelli di veicoli elettrici». A questo punto, l’iniziativa lanciata sui banchi dell’aula si trasformerà in un progetto che verrà depositato in fase osservazioni al Programma integrato di intervento. Del resto, il principale scoglio che ha portato il consigliere ambientalista a dire “no” allo sviluppo del comparto di terziario è proprio legato al tema traffico. «Non saranno certo sufficienti le nuove rotonde previste - lamenta -, per risolvere l’implemento di auto che andranno ad ingorgare le strade sandonatesi che già sopportano un carico superiore alla loro capacità. Nel progetto di Eni manca completamente un piano di collegamenti attraverso piste e navette con la stazione ferrovia e con la metropolitana. Alla fine i lavoratori saranno dunque spronati ad utilizzare la macchina». E ragionando con i numeri, ricorda: «Dai dati ufficiali è emerso che il VI Palazzo comporterà l’affluenza quotidiana di 1959 veicoli in più, con aumento del traffico del 21 per cento. Si parla quindi di un incremento di 936 tonnellate di Co2. Per contenere un impatto del genere servono strategie innovative. Dal momento che le alternative fortunatamente ci sono, spero che a questo tema venga dedicata la massima attenzione
 
Fonte: Il Cittadino, quotidiano del lodigiano del 02/12/2010
(tutti i diritti rimangono dei legittimi proprietari)
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CSmense
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PERCHE' ACS VUOLE RENDERE DIFFICILI I RIMBORSI SUL SERVIZIO MENSE SCOLASTICO?
 
Prima gli aumenti stratosferici alle rette per la refezione scolastica. Ora, per fare cassa ai danni dei cittadini, si comunicano alle famiglie delle regole più restrittive sui rimborsi previsti in caso di assenza da scuola dei figli.
 
INTERROGAZIONE URGENTE
 
Premesso che
• in data 28-29 luglio 2010 il Consiglio comunale ha approvato la delibera avente come oggetto “ACS S.r.l.: piano industriale servizi di refezione e mense – disciplina generale della tariffa”;
• con l’approvazione di detta delibera il Consiglio comunale ha contestualmente deciso di: “approvare l’allegato “nota 5 refezione scolastica” che sostituisce integralmente la precedente nota 5 in vigore, ai fini della determinazione della tariffa in oggetto”;
• la nuova “nota 5 refezione scolastica”, ora in vigore, definisce nello specifico la tempistica per il pagamento delle rette mense e le modalità di richiesta ed erogazione del rimborso, pari al 30% della retta giornaliera, applicato in caso di assenza di un alunno.
 
Considerato che
• nei giorni scorsi, con grave ed ingiustificato ritardo rispetto a quanto stabilito dalla succitata “nota 5 refezione scolastica”, ACS Srl ha inviato alle famiglie degli alunni che usufruiscono del servizio mense i primi bollettini per il pagamento mensile delle rette;
• in allegato ai bollettini, le famiglie hanno ricevuto da ACS Srl un cosiddetto “Regolamento Utilizzo Servizi Scolastici Scuole San Donato Milanese” che riporta, ingiustificatamente ed impropriamente, delle norme relative ai rimborsi per assenze in contrasto con quanto stabilito dal Consiglio Comunale.
 
Riscontrato che
• quanto contenuto nel cosiddetto “Regolamento Utilizzo Servizi Scolastici Scuole San Donato Milanese” in relazione ai rimborsi delle rette mense in caso di assenze degli alunni, oltre che ad essere in contrasto con quanto stabilito dal Consiglio comunale, indica delle norme generalmente più restrittive e penalizzanti nei confronti delle famiglie degli utenti. Nello specifico:
a) ACS Srl ha comunicato che: “il periodo di assenza dovrà essere comunicato dal genitore agli uffici ACS srl entro e non oltre il giorno 10 del mese successivo all’assenza stessa…. diversamente non si avrà diritto a nessun rimborso”. Diversamente, la “nota 5 refezione scolastica” approvata dal Consiglio comunale stabilisce: “La richiesta di rimborso deve pervenire all’Azienda Comunale di Servizi entro e non oltre un mese dalla fine dell’assenza”.
b) ACS Srl ha comunicato che: “Il rimborso relativo alle assenze verrà effettuato mediante emissione di Nota di Accredito nel secondo trimestre successivo a quello di in cui si è verificata l’assenza …”. Diversamente, la “nota 5 refezione scolastica” approvata dal Consiglio comunale stabilisce: “Il rimborso verrà effettuato, ….,entro 60 gg dalla richiesta, ….”.
c) ACS Srl ha comunicato che: “Agli utenti che usufruiscono di un contributo comunale il rimborso verrà valutato caso per caso dai servizi sociali”. Diversamente, la “nota 5 refezione scolastica” approvata dal Consiglio comunale stabilisce una regola generale da applicare a tutti gli utenti, senza alcuna eccezione: “In caso di assenza, viene applicato una riduzione pari al 30% sulla tariffa giornaliera …”. La stesso deliberato del Consiglio comunale stabilisce in modo univoco una regola generale che non prevede alcuna eccezione “la tariffa è distinta in parte fissa e parte variabile nella misura del 70 e 30% per consentire la restituzione della quota della parte variabile per ogni giorno di assenza;”.
 
 
Si chiede al Sindaco
1. Se l’amministrazione comunale sia a conoscenza del cosiddetto “Regolamento utilizzo servizi scolastici scuole San Donato Milanese”, indicante delle norme in contrasto con quanto stabilito dal Consiglio comunale e distribuito a tutte le famiglie degli alunni utenti del servizio mense scolastico. In caso affermativo, come mai la stessa amministrazione comunale non sia intervenuta per tempo nel rettificare il documento in via di redazione e distribuzione.
2. Come sia possibile che ACS Srl, società comunale, agisca in completa autonomia, non rispettando le regole assunte dal Consiglio comunale in merito alla tempistica di bollettazione e riscossione delle rette scolastiche che doveva essere applicata prima ancora dell’avvio del nuovo anno scolastico 2010/2011.
3. Come sia possibile che ACS Srl, società comunale, produca e distribuisca a tutte le famiglie degli alunni utenti del servizio mense scolastico un documento riportante norme in contrasto con quanto stabilito dal Consiglio comunale.
4. Qualora ritenga ingiustificabili e sanzionabili detti comportamenti assunti da ACS Srl, quale tipo di provvedimenti possa e voglia applicare in merito.
5. Con quale tipo di azione informativa - che ci si augura sia immediata e puntuale e raggiunga tutte le famiglie interessate - voglia provvedere a rettificare l’erronea comunicazione di ACS Srl.
 
Si chiede inoltre al Sindaco
• di rispondere per iscritto nel più breve tempo possibile e di riferire in Consiglio comunale in modo dettagliato e approfondito sulla vicenda in oggetto.
 
 
Marco Menichetti (Capogruppo Verdi per la Pace)
cel.: 335 760409
mail: verdi@comune.sandonatomilanese.mi.it
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05.10.2010
 
Un’Amministrazione comunale che odia i ciclisti
 
SAN DONATO ELIMINA LE PISTE CICLABILI_TERZA PUNTATA
 
Per raggiungere il suo obiettivo ha impiegato tre anni e mezzo di tempo, dimostrando anche in questo caso di essere inefficiente e di non saper mai rispettare i tempi che si prefigge ma, alla fine, il sindaco Dompè ce l’ha fatta: in questi giorni ha cancellato completamente la pista ciclabile di viale De Gasperi.
Chi si muove in bicicletta a San Donato, senza inquinare e riducendo la congestione del traffico cittadino, invece di essere incentivato e sostenuto dall’Amministrazione sandonatese, si trova ora con circa 2,4 km di piste ciclabili in meno.
Il fatto è gravissimo se si considera che:
1) Tre anni fa, nei primi mesi dell’amministrazione Dompè, la Giunta aveva promesso degli investimenti immediati di 760mila euro per realizzare una nuova pista ciclabile, in sede propria, lungo tutto l’anello di viale De Gasperi. La pista ciclabile è stata eliminata, ma il nuovo percorso ciclabile non è stato nemmeno progettato!
2) In viale De Gasperi sono stati cancellati anche i cosiddetti OFO, le linee di arresto agli incroci semaforici realizzate alcuni anni fa per far sostare in piena sicurezza (davanti alle auto) i ciclisti in attesa del verde. Da ora in avanti, nei punti di maggior pericolo, chi va in bicicletta dovrà muoversi a proprio rischio e pericolo in mezzo a macchine, camion e autobus.
3) L’operato del sindaco Dompè, dell’assessore alla mobilità Monti e del dirigente dell’area tecnica Schgor, oltre a dimostrare l’assoluta indifferenza alle esigenze dei ciclisti sandonatesi, sconfessa clamorosamente quanto stabilito e deliberato dalla Regione Lombardia guidata dal presidente Formigoni: la Regione aveva finanziato la realizzazione della pista ciclabile di viale De Gasperi e le linee guida approvate dalla Regione in materia di mobilità ciclabile confermano la regolarità tecnica di interventi come quello che era stato realizzato in viale De Gasperi. Se Formigoni aveva dichiarato a norma la pista ciclabile e aveva sostenuto la sua realizzazione utilizzando i fondi regionali per la sicurezza stradale, perché il centro destra sandonatese ha fatto la guerra al proprio Governatore?
4) Dompè e l’assessore Monti smentiscono se stessi, dimostrando di non conoscere nemmeno lo studio da loro commissionato per il Piano del Traffico a San Donato. Il documento redatto dal PIM, infatti, non prevede l’eliminazione della pista ciclabile di Viale De Gasperi, ma anzi la segnala come asse portante della rete ciclabile esistente. E’ bene ripeterlo per fare chiarezza: il documento per l’aggiornamento del Piano del Traffico, ancora da sottoporre alla discussione in Consiglio comunale, propone la realizzazione di un tratto di questa pista ciclabile in sede separata, ma non chiede di cancellare quanto già veniva utilizzato dai ciclisti.
5) E’ da tre anni e mezzo che a San Donato è annunciata la realizzazione di una nuova rete di percorsi ciclabili. Ad oggi non è stato realizzato un singolo tratto di pista ciclabile. La cosa più grave, addirittura scandalosa, è che non sono nemmeno stati utilizzati i fondi – più di 400mila euro - stanziati dalla Provincia di Milano a favore del Comune di San Donato Milanese per la realizzazione dei primi tratti della pista ciclabile che, partendo dal confine di San Giuliano Milanese, dovrebbe collegare l’ospedale fino alla stazione della metropolitana M3.
Sembra passato un secolo da quando San Donato era presa ad esempio in tutta Italia per le azioni a favore delle biciclette. Nella primavera del 2007 la Federazione Nazionale Amici della Bicicletta le aveva assegnato il prestigioso riconoscimento di “Città Amica delle Biciclette” perché, con una convinta politica a sostegno della mobilità ciclabile, era passata in pochi anni dal 3% di spostamenti in bicicletta ad una percentuale superiore il 12%.
Oggi invece i ciclisti sono mal sopportati e continuamente disincentivati da degli amministratori incapaci e incompetenti.
 
Marco Menichetti
cel.: 335 760409
mail: verdi@comune.sandonatomilanese.mi.it
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L’amministrazione Dompè si vuole rimangiare gli impegni
 
LA PIAZZA DI VIA JANNOZZI DEVE ESSERE ACQUISITA A PATRIMONIO PUBBLICO
 
La vicenda di Via Jannozzi, contrariamente a quanto sostenuto da taluni, ha registrato in passato azioni fondamentali per la soluzione delle numerose questioni aperte sul lotto di edilizia convenzionata:
 
- è stato sanato il contenzioso con la SNAM relativo al costo di esproprio delle aree, evitando che la causa in tribunale intrapresa dal gruppo ENI si concludesse con un riconoscimento di oneri ulteriori che avrebbero dovuto pagare gli abitanti (il rischio era quello di dover pagare le aree utilizzate per l’edificazione a prezzo di mercato; in una zona centrale della città questo avrebbe significato per lo meno il raddoppio dei costi per ogni famiglia);
 
- è stato dato definitivo avvio alla procedura volontaria per la trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà; anche in questo caso ciò è avvenuto a costi calmierati e organizzando delle procedure semplificate (esempio: rateizzazione e possibilità di effettuare atti cumulativi di fronte ai notai di San Donato, così da permettere l’abbattimento delle spese per la registrazione del nuovo contratto);
 
- è stata seguita ed indirizzata verso una conclusione positiva la annosa e intricata vicenda della cooperativa “Casa Nostra” di via Jannozzi 2. Tutte le famiglie lì residenti hanno potuto acquisire a titolo definitivo l’abitazione in cui risiedevano da anni; si sono altresì risolti i contenziosi condominiali, così che finalmente l’assemblea di condominio ha potuto eleggere un amministratore riconosciuto a pieno titolo da tutte le famiglie.
 
Solo a conclusione di tutte queste vicende e, in particolare, solo dopo l’avvio dell’ordinaria amministrazione anche nel condominio di via Jannozzi 2, è stato possibile convocare il tavolo di discussione per il definitivo passaggio a proprietà pubblica della piazza di via Jannozzi.
 
L’Amministrazione comunale di allora ha convocato prontamente tutti gli amministratori condominiali e trovato all’unanimità un accordo su un elenco di opere (e di tempi entro cui realizzarle) che sarebbero state a carico dei condomini stessi. In particolare, queste opere riguardavano l’adeguamento di alcune parti sottostanti alla piazza secondo quanto indicato dai vigili del fuoco e dalle autorità preposte in materia di sicurezza e norme antincendio. Nessun lavoro è stato imposto agli abitanti per la sistemazione della piazza, riconoscendone di fatto l’uso pubblico.
 
A seguito di tale accordo i condomini hanno provveduto ai lavori di loro competenza.
 
Al momento dell’insediamento dell’Amministrazione Dompè sarebbe stato sufficiente prendere atto dei lavori e sottoscrivere la convenzione senza costi aggiuntivi.
Per due anni non si è fatto nulla; poi l’ultimatum che mette in discussione gli accordi raggiunti e impone ai condomini nuovi e ingiustificati lavori di sistemazione della piazza pedonale.
Prendiamo atto della presa di posizione della Lega di questi giorni, ma ci domandiamo come mai, solo ora, si accorga dell’inerzia e dell’incongruenza dell’operato della maggioranza di cui fanno parte.
 
Oggi i fondi per provvedere sono disponibili: si tratta delle somme pagate (a partire dal 2008) dagli assegnatari di 167 per il passaggio da diritto di superficie a proprietà, fondi che una delibera consiliare destina espressamente alla riqualificazione delle singole zone di 167. In Consiglio noi abbiamo più volte chiesto l’avvio dei lavori per il miglioramento della piazza, trovando contrarietà unanime da parte di tutte le forze di maggioranza (PDL – LEGA – LA CITTA’ DOMANI) .
 
Chiediamo all’Amministrazione:
 
- di firmare immediatamente la convenzione per la presa in carico della piazza, senza alcun onere aggiuntivo per gli abitanti;
 
- di predisporre già per l’anno 2010 un piano di riqualificazione della piazza da finanziare con i fondi del passaggio di 167.
 
Noi per la Città
Partito Democratico
Verdi
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San Donato Milanese, 16 ottobre 2009
 
COMUNICATO STAMPA
 
UN MURO VERDE IN PIAZZA VANONI
 
 
“Una delibera che cancella un pezzo della Metanopoli voluta da Mattei, toglie spazio a disabili, pedoni e ciclisti e non risolve, anzi rischia di aggravare, i problemi di viabilità e sicurezza al rondò San Martino.” E’ questo il giudizio dei gruppi consiliari Noi per la Città, PD e Verdi per la Pace in merito all’approvazione nel Consiglio comunale del 14 ottobre della bozza di convenzione con Eniservizi Spa per un “sistema integrato di sicurezza” in zona De Gasperi/piazza Vanoni.
Per la prima volta dalla nascita del quartiere Metanopoli l’amministrazione comunale ha deciso di dare l’assenso alla realizzazione di un “muro verde” alto fino a 1,40 m che cingerà l’intero perimetro dell’area (ad uso pubblico) di fronte al primo palazzo uffici dell’ENI, creando un precedente molto negativo e contrario a quanto prevede il vincolo ambientale stabilito dalla Regione.
La strada di collegamento tra viale De Gasperi e il rondò San Martino scomparirà e l’accesso pedonale sarà chiuso da una sbarra, comandata a distanza dai responsabili di ENI che permetteranno l’accesso solamente di fronte ad una specifica richiesta.
 
Questa amministrazione lascia fare ad ENI cose che, al contrario, non consente ai cittadini residenti nel villaggio, tutelato per la sua originalità architettonica e per i caratteristici spazi aperti e permeabili al passaggio dei cittadini.” - dichiara Gabriella Achilli, capogruppo di Noi per la Città.
L’accordo presenta anche delle forti pecche da un punto di vista viabilistico. Infatti, in cambio della rinuncia del Comune ad esercitare il diritto di esproprio dell’area per i prossimi trent’anni, si chiede ad ENI di progettare una rotonda all’incrocio tra viale De Gasperi e la via Emilia all’altezza del quinto palazzo uffici. “I cittadini non hanno mai chiesto questo intervento” - afferma Marco Menichetti, capogruppo dei Verdi per la Pace - “Vogliono invece la sistemazione e la messa in sicurezza del rondò San Martino, al vertice delle classifiche sandonatesi per quanto riguarda il numero di incidenti e i punti di intersezioni potenzialmente pericolosi. Abbiamo presentato un emendamento che chiedeva di intervenire lì e, inspiegabilmente, smentendo anche le posizioni espresse negli anni scorsi dallo stesso centrodestra, i consiglieri di maggioranza lo hanno bocciato.
Il trattamento privilegiato riservato ai progetti ENI e il posizionamento di una sbarra all’accesso utilizzato da persone disabili, pedoni e ciclisti per muoversi lungo i vialetti interni sono ufficialmente motivati da ragioni di sicurezza. “Questa cosa non ci convince” – conclude Angelo Bigagnoli, capogruppo del Partito Democratico “ENI ha appena rinnovato l’appalto per la security attraverso una gara al massimo ribasso che, con l’evidente obiettivo di ridurre le spese, potrebbe determinare una significativa riduzione del personale addetto a questi compiti. E’ un controsenso chiedere interventi urbanistici straordinari e, contemporaneamente, tagliare gli investimenti correnti destinati alla vigilanza”.
 
I tre gruppi consiliari hanno cercato il dialogo con il sindaco e la sua maggioranza per definire un accordo migliore per i cittadini e più in linea con gli obiettivi di fruibilità del territorio e sicurezza di San Donato. La maggioranza si è dimostrata sorda a questi tentativi, dimenticandosi nei fatti delle priorità e delle esigenze della nostra comunità.
 
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3 NOVEMBRE 2009

biciclettata in difesa delle piste ciclabili  e per una mobilità sostenibile a San Donato

Con la scusa delle nuove asfaltature, l'amministrazione Dompè ha cancellato un lungo tratto della pista ciclabile di Viale De Gasperi.

Per contro, non ha ancora speso i finanziamenti ricevuti dalla Provincia di Milano per la realizzazione della nuova pista ciclabile San Donato - San Giuliano e sta tagliando tutti i servizi di mobilità alternativa all'utilizzo dell'auto privata.

Per protestare contro questa politica che favorisce lo smog e riduce la sicurezza di chi si muove a piedi e in bicicletta, aderiamo all'iniziativa promossa da Sud Milano Ciclabile.

RITROVO ALL'USCITA DELLA STAZIONE DELLA METROPOLITANA M3 (IN FONDO A VIA CAVIAGA) ALLE ORE 18

visita: http://sudmilanociclabile.blogspot.com/

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CENTRO SPORTIVO DI VIA CAVIAGA: UN SALTO NEL BUIO
 
Impianti chiusi per la prima volta dopo 40 anni: e domani?
 
Nel Consiglio Comunale del 16 settembre 2009, e con un volantino ai cittadini, il Sindaco ha informato di aver preso in carico al Comune il centro sportivo Metanopoli, precedentemente gestito da Gism.
Una scelta motivata per “porre fine – così scrive Dompè ai sandonatesi – alla gestione che, in questi anni, ha causato il progressivo deterioramento” della struttura. Peccato, però, che questa scelta sia stata presa dopo due anni di sterili contese, senza un piano sul da farsi, senza un progetto sul domani. Rischiando, insomma, un salto nel buio. L’importante era “fare scena”, dimostrare di fare qualcosa per uscire dall’angolo in cui il primo cittadino si era cacciato dopo aver promesso svariate volte soluzioni che non sono mai arrivate. E così è stata mandata la polizia locale a mettere i sigilli e l’accesso è stato vietato, dall’oggi al domani e senza preavviso, non solo ai cittadini, ma anche alle società e agli istruttori che hanno in affitto gli spazi, impedendo così di fatto di continuare le attività in corso e di disporre del materiale di loro proprietà.
Era davvero necessario? Dopo questi due anni di litigi, che il Comune ritornasse in possesso del centro era ormai inevitabile, ma avremmo preferito che ciò avvenisse a fronte di un programma ben definito e, per quanto possibile, senza scontri e ripicche, avendo in mente esclusivamente il bene della città.
Purtroppo gli sforzi e le insistenze di tutte le forze politiche di lavorare insieme, coinvolgendo i soggetti interessati (Consiglio comunale; GISM, gestore del patrimonio comunale; Soc. Sportiva Metanopoli, proprietaria di GISM e principale utilizzatrice degli impianti sportivi; Eni Servizi, fornitrice dei servizi energetici; eventuali nuovi investitori interessati alla gestione) sono cadute nel vuoto.
 
Avremmo voluto poter approfondire la proposta che GISM aveva presentato il 27 maggio scorso e che indicava degli obiettivi condivisibili:
consentire il rilancio del Centro Sportivo attraverso l’intervento di nuovi soggetti (interesse questo di tutti coloro che hanno a cuore i centri sportivi)
azzerare la convenzione con GISM per consentire il bando di una nuova gara (obiettivo, forse l’unico, perseguito dal Sindaco sin dal suo insediamento)
garantire nella transizione la continuità dell’erogazione dei servizi ai cittadini (evitando disagi e disguidi)
definire un’uscita di scena non traumatica per GISM (a garanzia del futuro dei propri dipendenti)
evitare contenziosi lunghi e dannosi con costi certi per avvocati, perizie, arbitri, ecc. e costi non prevedibili derivanti dalle sentenze (si ipotizzano spese per centinaia di migliaia di euro a carico di tutti noi)
prendere in attenta considerazione eventuali nuove proposte di privati, pur decidendo subito il percorso alternativo.
 
Per fare ciò GISM avrebbe restituito la convenzione entro il 30 luglio 2009, senza necessità di chiusure e interruzioni, sospendendo i contenziosi a fronte del riconoscimento degli investimenti effettuati per un valore equo. Questo è certamente il punto controverso che avrebbe dovuto trovare soluzione.
Sembra che a fronte di una richiesta di Gism di oltre 1 milione di euro, il Comune intendesse riconoscere un valore di 150mila euro. Riteniamo che un fosse opportuno tentare una mediazione, considerando che il pagamento da parte del Comune avrebbe potuto avvenire senza esborso in denaro ma in ore di utilizzo degli impianti da parte della Sportiva Metanopoli e che si sarebbero risparmiate somme ingenti di arbitrato, spese legali, e anche tanti disagi e incertezze alla comunità.
Il Comune avrebbe potuto predisporre da subito un nuovo bando di gara e, per garantire la continuità dell’attività del Centro e la salvaguardia dei posti di lavoro e affidare temporaneamente la gestione ad altra Società (privata o pubblica) di sua scelta.
Il Comune avrebbe potuto attivare da subito il progetto per il finanziamento del Credito Sportivo ed effettuare nel secondo semestre 2009 gli interventi più urgenti, senza far ricadere i costi sul bilancio comunale.
 
Tutto ciò avrebbe consentito un cambio di rotta immediato, visibile ed apprezzabile dai cittadini proprio nel periodo di maggior afflusso al Centro.
Così non è stato, ma le preoccupazione espresse in più occasioni restano. In particolare:
 
L’esito dell’arbitrato solleverà il Comune dal pagare somme a GISM?
Può il Comune evitare disguidi e danni economici agli operatori che avevano già iniziato le diverse attività sportive nel Centro?
Quali costi ricadranno sul bilancio comunale?
 
Noi per la Città
Partito Democratico
Verdi
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San Donato Milanese, 11 settembre 2009
 
APPUNTAMENTO
 
SAN DONATO ELIMINA LE PISTE CICLABILI ... E
NOI MANIFESTIAMO IN BICICLETTA!!!
venerdì 18 settembre, alle ore 18
 
biciclettata di protesta per salvare la pista ciclabile che l’Amministrazione
comunale sta eliminando in viale De Gasperi
un gruppo colorato di biciclette per chiedere spazio e sicurezza per tutti:
pedoni, ciclisti e automobilisti.
Fino a ieri San donato era presa a modello per la mobilità sostenibile,
…vogliamo che ricominci ad esserlo!
 
Ritrovo: stazione del capolinea della M3 (in fondo a via Caviaga).
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San Donato Milanese, 11 settembre 2009
 
COMUNICATO STAMPA
 
Un film che, purtroppo, abbiamo già visto:
SAN DONATO ELIMINA LE PISTE CICLABILI – SECONDA PUNTATA
 
A pochi giorni dalla settimana europea della mobilità sostenibile e “Lombardiainbici” – l’iniziativa promossa da FIAB - Federazione Italiana Amici della Bicicletta e Regione Lombardia per incentivare e diffondere sul territorio la cultura della bicicletta – l’Amministrazione comunale di San Donato Milanese elimina le piste ciclabili.
 
Ieri, con la scusa dell’esecuzione di normali lavori di riasfaltatura, il dirigente dell’Area Tecnica del Comune ha firmato un’ordinanza immediatamente eseguibile per la rimozione di un lungo tratto della pista ciclabile di viale De Gasperi. Presumibilmente, saranno rimossi anche i cosiddetti OFO, le linee di arresto agli incroci semaforici realizzate alcuni anni fa per far sostare in piena sicurezza (davanti alle auto) i ciclisti in attesa del verde.
 
“E’ dall’insediamento della nuova Giunta di destra che a San Donato è annunciata la realizzazione di una nuova rete di percorsi ciclabili ma, al contrario, come già avvenne nel settembre 2007, l’unica cosa che viene ordinata è l’eliminazione di chilometri di piste già esistenti.” - dichiara Marco Menichetti, capogruppo dei Verdi di San Donato - “E’ paradossale che si utilizzino decine di migliaia di euro dei cittadini per riasfaltare tratti di strada che non ne avevano bisogno, tralasciando invece la manutenzione e il rifacimento di altre vie dissestate e piene di buche. Tutto ciò al solo scopo di eliminare gli attraversamenti pedonali rialzati di fronte all’ospedale di via Morandi e le piste ciclabili”.
“Si allargano le corsie sul vialone per far correre le automobili nel centro della città e si eliminano i manufatti stradali che inducono a rallentare di fronte all’ospedale.” – dichiara Simona Rullo, presidente dei Verdi di San Donato – “E’ la dimostrazione che l’Amministrazione Dompè ha dichiarato guerra a pedoni e ciclisti proprio negli stessi giorni in cui centinaia di città italiane organizzano iniziative a loro tutela!”
 
Sembra passato un secolo da quando San Donato era presa ad esempio in tutta Italia per le azioni a favore delle biciclette. Nella primavera del 2007 la Federazione Nazionale Amici della Bicicletta le aveva assegnato il prestigioso riconoscimento di “Città Amica delle Biciclette” perché, con una convinta politica a sostegno della mobilità ciclabile, era passata in pochi anni dal 3% di spostamenti in bicicletta ad una percentuale superiore il 12%.
La marcia indietro di questa amministrazione è pressoché totale, con tagli continui ai servizi di trasporto pubblico, alle opere per i ciclisti e al pedibus organizzato per i genitori e gli alunni che volevano andare a scuola a piedi.
“Nulla di nuovo quindi rispetto a quanto già dimostrato in passato” - prosegue Marco Menichetti – “se non il metodo ancor più grave con cui si è provato a nascondere l’operazione in corso. E’ infatti solamente del 26 agosto scorso la risposta che ottenni dal dirigente responsabile dei lavori stradali, arch. Schgör, che, a fronte di una mia formale richiesta di poter visionare il progetto per le opere segnaletiche connesse alle asfaltature, in particolare quelle riguardanti viale De Gasperi, mi aveva solennemente rassicurato per iscritto: <<non si è progettato alcun nuovo assetto viabilistico. L'appalto, quindi, prevede la semplice riproposizione della segnaletica attuale, salvo diverse indicazioni della Polizia Locale in merito all'opportunità di disporre immediate migliorie in materia di sicurezza stradale >>”.
Da ieri i ciclisti hanno scoperto che a San Donato avvengono anche i miracoli: si può eseguire un’ordinanza ed eliminare una pista ciclabile senza procedere ad alcuna modifica dell’assetto viabilistico della città!!!Marco Menichetti
cel.: 335 7604097
mail: verdi@comune.sandonatomilanese.mi.it
 
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San Donato Milanese, 4 settembre 2009
 
COMUNICATO STAMPA
 
ACS: SERVE UN NUOVO DIRETTORE?
I Verdi vogliono fare luce su modalità e obiettivi del nuovo bando di conferimento di incarico di direttore d’azienda
 
“Che bisogno c’era di un bando “ferragostano” per scegliere un nuovo direttore dell’azienda comunale? Perché poi, in tutta fretta, si è deciso di prorogare i termini per la presentazione dei curricola dei candidati? Perché, con un’azienda in difficoltà economica, appena riorganizzata accentrando i poteri nella figura del presidente, si torna a spendere soldi per un nuovo direttore?”
Sono queste alcune delle domande contenute in un’interrogazione urgente che i Verdi di San Donato stanno per inviare al sindaco Dompè, chiedendo lumi su una nuova inspiegabile vicenda che coinvolge direttamente ACS e i vertici politici dell’amministrazione di San Donato.
Per meglio capire il contesto è utile ricordare che:
in due anni ACS ha visto il rapido e continuo avvicendamento dei suoi vertici (Presidenti, componenti del Consiglio di Amministrazione e direttori);
la frettolosa trasformazione in SRL, voluta direttamente dal sindaco per rendere più efficace ed efficiente l’attività dell’azienda comunale, non ha ancora prodotto alcun risultato;
il primo bilancio consuntivo riferibile in tutto e per tutto alla regia della nuova maggioranza che governa a San Donato (Bilancio Consuntivo 2008) è stato chiuso con un rosso di più di 300mila euro, mentre gli anni precedenti si erano sempre contraddistinti per degli attivi piuttosto consistenti;
l’azienda è stata appesantita con costi di consulenza e progetti oggetto già in passato di forti polemiche (es.: costi e consulenze per il periodico comunale).
 
“I cittadini si sono accorti delle difficoltà dell’Azienda, che non riesce più a garantire la qualità dei servizi di cui si occupa. Basta citare, ad esempio, i ritardi negli interventi di manutenzione degli ascensori delle strutture pubbliche o i tagli ai servizi di trasporto pubblico e della raccolta differenziata dei rifiuti” – esordisce Simona Rullo, presidente dei Verdi di San Donato – “Due anni di avvicendamenti e lotte di potere interne alla maggioranza si riflettono in scelte inaspettate ed inspiegabili. Come è possibile, ad esempio, che meno di un anno fa si sia aumentato il contributo economico a favore del presidente di ACS perché assumeva anche compiti dirigenziali e in piena estate - il 28 luglio scorso - si sia prodotto un bando per un nuovo incarico di direttore? Quali costi aggiuntivi dovrà sopportare l’azienda? A quale nuova, ed ennesima, riorganizzazione interna dovremo assistere?”
 
“E’ un bando che nasce male, frutto dell’improvvisazione e dell’incapacità di programmare il futuro dell’azienda e della nostra città’– prosegue Marco Menichetti, capogruppo dei Verdi di San Donato – “noi ci chiediamo perché questo bando sia stato fatto uscire nel silenzio. Ci chiediamo perché si siano poi prorogati i termini di presentazione dei curricula.”
 
Il consiglio comunale è ancora in attesa di un Piano Strategico per ACS, annunciato fin dall’inizio del mandato amministrativo e mai presentato. I Verdi di San Donato invitano il sindaco ad occuparsi delle esigenze della città e, soprattutto, a smetterla di fare scelte errate con i soldi dei cittadini.
 
 
Marco Menichetti
cel.: 335 7604097
mail: verdi@comune.sandonatomilanese.mi.it
 
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Poasco, il comune ora fa marcia indietro: nessun taglio al bus riservato agli studenti
 
La giunta di centrodestra ha scartato l’ipotesi di tagliare il bus che fa spola tra Poasco e l’Omnicomprensivo, con a bordo una cinquantina di studenti. Il passo indietro, con l’approvazione da parte della maggioranza dell’emendamento proposto dai Verdi per salvare il servizio di trasporto, è stato compiuto nel corso del consiglio comunale di giovedì, in fase di approvazione del Piano al diritto allo studio. Del resto la strategia ventilata in commissione consigliare nei giorni scorsi aveva trovato immediato dissenso, con una presa di posizione forte proprio da parte dei Verdi. La stessa linea citrica tra la compagine di maggioranza era stata in ogni caso condivisa anche dalla Lega Nord, che aveva annunciato l’intenzione di votare contro il documento proposto dalla giunta se non ci fosse stato un cambio di rotta che garantisse il mantenimento del mezzo.
Già in riunione di maggioranza i “lumbard” avevano assunto una posizione forte rispetto a questo tema. Non solo. Anche da parte della presidente del comitato cittadino Giusy Quaranta e degli stessi abitanti di Poasco si erano alzati immediati segnali di aperto scontento e tra il pubblico in aula ha preso posto anche un gruppo di genitori, per seguire il dibattito su una vicenda di alto interesse per la comunità locale. Nel corso del confronto, l’assessore all’istruzione Rosa Carriero ha fatto presente che si sarebbe trattato di un’iniziativa sperimentale, in attesa di capire se l’autobus alternativo della linea Verde Sila fosse in grado di rispondere alle esigenze degli studenti delle scuole superiori.
Ma la minoranza ha risposto che «le verifiche si fanno prima», segnalando l’inaffidabilità del servizio di linea, legata anche al fatto che talvolta in passato il mezzo avrebbe addirittura saltato la fermata nella frazione. Sembra peraltro che non essendo in capo il comune, non ci siano opportunità per assicurare al pulmino di linea l’efficienza necessaria per rispondere alla necessità di passeggeri che devono varcare puntualmente i cancelli della scuola. In una seduta in cui molti banchi erano vuoti, pertanto senza la presenza dell’opposizione sarebbe mancato il numero legale per far proseguire i lavori, il sipario si è chiuso sul dibattito dei trasporti, con l’approvazione di un testo emendamento che evita scossoni agli studenti, i quali in settembre riprenderanno le lezioni, con il proprio abbonamento in tasca. Per il resto, il passaggio in cui sono tracciate le linee guida dei servizi alla didattica - eccetto per alcune note critiche riguardo tempi e modalità con cui vengono varati gli appalti -, non ha incontrato particolari ostacoli.Giu. Cer.
 
Fonte: Il Cittadino, quotidiano del lodigiano del 18/07/2009
COMUNICATO STAMPA
 
 
LA SCURE DEL CENTRO DESTRA ABBATTE L’AUTOBUS PER GLI STUDENTI DI POASCO
Polo e Lega voteranno in Consiglio un provvedimento che
va contro le esigenze delle famiglie di Poasco.
 
 
“Un provvedimento che taglia i servizi pubblici e penalizza fortemente le famiglie di Poasco”. E’ questo, in sintesi, il commento espresso in Commissione Servizi alla collettività e alla Persona da Marco Menichetti, capogruppo dei Verdi di San Donato, che ha invitato l’assessore all’Istruzione Rosa Carriero e i rappresentanti della maggioranza a riflettere su quanto proposto all’interno nel Piano di Diritto allo Studio che sarà votato nel prossimo Consiglio Comunale.
L’eliminazione del servizio autobus per gli studenti dell’Omnicomprensivo residenti a Poasco significherà che circa 50 famiglie, durante tutto l’anno scolastico, dovranno accompagnare con la propria macchina i figli a scuola. In questo modo, vi saranno tanti disagi e problemi di conciliazione degli orari famigliari, oltre che un aumento del traffico e dell’inquinamento.
“L’alternativa proposta dalla Giunta sarebbe un grosso passo indietro – prosegue Marco Menichetti – “Si vorrebbe infatti obbligare dei ragazzi minorenni ad utilizzare la Linea Verde della Sila, un servizio di trasporto pubblico dimostratosi fino ad oggi inaffidabile, non in grado di far posto a tutti gli studenti e che, prima di arrivare in centro a San Donato, compie un lungo e tortuoso percorso per San Giuliano e le sue frazioni”.
“La maggioranza che sta governando a San Donato va avanti a colpi di scure contro tutto ciò che è utile e necessario per le famiglie, dagli sconti nelle farmacie, al trasporto scolastico, ai servizi per l’infanzia.” – dichiara Simona Rullo, presidente dei Verdi di San Donato.
Rimanendo sul tema trasporti, è utile ricordare che, con l’abolizione del servizio Chiamabus, la soppressione della navetta di collegamento e, ora, il taglio del trasporto scolastico, Poasco sarà completamente isolata dal resto della città.
Conclude Simona Rullo: “Dopo le chiacchiere e i tanti proclami fatti in campagna elettorale, siamo veramente curiosi di capire come farà la Lega ad appoggiare una decisione che va direttamente contro le necessità delle famiglie di Poasco.”
 
 
 
Marco Menichetti
cel.: 335 7604097
mail:verdi@comune.sandonatomilanese.mi.it
I gruppi consiliari Verdi per la Pace, Partito Democratico e Noi per la Città chiederanno nel consiglio comunale del 16 luglio di non approvare il taglio del trasporto  scolastico per gli studenti dell'Omnicomprensivo residenti a Poasco.
Ecco l'emendamento che dovrà essere discusso e e messo in votazione.
 
San Donato Milanese, 14 luglio 2009
 
Al Sindaco
Mario Dompè
 
Al Presidente del Consiglio Comunale
Luca Compagnone
 
Al Segretario Generale
Antonella Cambio
 
Oggetto: C.C. 16 luglio 2009_emendamento alla proposta di delibera avente come oggetto “Diritto allo Studio 2009/2010 – Esame ed approvazione”
 
 
Considerato che la proposta di delibera di cui all’oggetto cita testualmente “approvare il Piano per il Diritto allo Studio per l’anno scolastico 2009/2010, nel testo allegato alla presente deliberazione, che costituisce parte integrante e sostanziale”
 
Verificato che - contrariamente a quanto stabilito ed attuato negli anni precedenti - il nuovo Piano Finanziario Diritto allo Studio non prevede il servizio di trasporto scolastico per gli studenti delle scuole secondarie di 2° grado residenti a Poasco.
 
Valutato che la soppressione del suddetto servizio di trasporto scolastico comporterebbe difficoltà e disagi per gli studenti e le loro famiglie.
 
 
Si presenta il seguente emendamento:
 
- A pag. 17 del Piano Finanziario Diritto allo Studio per l’anno scolastico 2009/2010, dopo “Destinatari: alunni delle scuole superiori di 1°”, aggiungere: “e 2°”
 
- A pag. 17 del Piano Finanziario Diritto allo Studio per l’anno scolastico 2009/2010, dopo “Obiettivi: L’Amministrazione comunale assicura il trasporto scolastico degli alunni residenti a Poasco e frequentanti le scuole superiori di 1°”, aggiungere: “e 2°”
 
- A pag. 17 del Piano Finanziario Diritto allo Studio per l’anno scolastico 2009/2010, al paragrafo “Articolazione del servizio”, il testo viene sostituito con: “L’Amministrazione Comunale, in base alle comunicazioni pervenute dalle scuole secondarie di 1° e 2° grado relative al numero degli alunni provenienti dalla frazione di Poasco, assicura un adeguato servizio di trasporto.
Per gli alunni della scuola secondaria di 1° grado il servizio è gratuito, mentre per gli alunni della scuola secondaria di 2° grado viene richiesta una compartecipazione alla spesa.”
 
 
Marco Menichetti
Capogruppo Verdi per la Pace
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CENTRO SPORTIVO VIA CAVIAGA

A quindici mesi di distanza torniamo, preoccupati, a fare il punto sulla situazione
 
Nel Consiglio Comunale aperto del 5 maggio 2009 è emersa, anche dai cittadini, la proposta di un lavoro comune da parte di tutte le forze politiche.
Purtroppo la proposta è caduta nel vuoto, così come gli sforzi e le insistenze dei gruppi consiliari – non solo di minoranza – per lavorare insieme coinvolgendo tutti i soggetti interessati: GISM gestore del patrimonio comunale; Soc. Sportiva Metanopoli, proprietaria di GISM e principale utilizzatrice degli impianti sportivi; Eni Servizi, fornitrice dei servizi energetici; eventuali nuovi investitori interessati alla gestione.
Le continue sollecitazioni hanno portato ad un nuovo incontro informativo indetto dal Sindaco il 25 maggio 2009 (i precedenti sono del luglio 2008, settembre 2008, 13 gennaio 2009).
Il Sindaco informa che è ormai “ineluttabile” la contestazione a GISM di inadempienza contrattuale con conseguente rescissione della convenzione in atto, l’individuazione di un nuovo gestore temporaneo (tempo previsto per l’espletamento della nuova gara un anno), l’assunzione da parte del Comune degli oneri per la manutenzione del parco.
Anche nel giugno 2008 il Sindaco aveva assunto un atto amministrativo per rescindere il contratto. nonostante l’art. 17 della convenzione stabilisca che "ogni controversia che dovesse insorgere in relazione al presente contratto ed alla sua interpretazione, esecuzione o risoluzione, o comunque in dipendenza dello stesso, sarà decisa in via esclusiva mediante arbitrato, da un collegio di 3 arbitri”.
GISM si era opposta al provvedimento del Sindaco ricorrendo al TAR. Il TAR, non pronunciandosi in via definitiva, ha però indicato il Collegio Arbitrale quale organismo competente per la risoluzione della vertenza.
 
Questo fa sorgere dubbi sulla efficacia di un nuovo provvedimento di revoca.
 
Nel frattempo si è avuta notizia dai giornali di un investitore (Togni) interessato a realizzare, all’interno del centro, una nuova struttura da destinare a fitness (quale volumetria?), a gestire gli altri impianti, a lasciare al Comune la manutenzione del parco, a ottenere una fideiussione del Comune per i prestiti da richiedere alle banche.
Un tale approccio, che lascia intendere un’eccessiva onerosità della convenzione esistente, non poteva essere messo in atto anche nei confronti dell’attuale gestore evitando danni al patrimonio?
Perché le nostre richieste di incontro ufficiale con GISM motivate dall’esigenza che una società che gestisce un bene comunale debba rendere conto del proprio operato al Consiglio Comunale, non sono mai state accolte?.
 
Ma proprio GISM il 27 maggio scorso invitava i rappresentanti delle diverse forze politiche per presentare una proposta con i seguenti obiettivi:
consentire il rilancio del Centro Sportivo attraverso l’intervento di nuovi soggetti
azzerare la convenzione con GISM per consentire il bando di una nuova gara
garantire nella transizione la continuità dell’erogazione dei servizi ai cittadini
definire una uscita di scena non traumatica per GISM
evitare contenziosi lunghi e dannosi con costi certi (avvocati, perizie, arbitri, ecc.) e costi non prevedibili derivanti dalle sentenze
garantire il posto di lavoro ai dipendenti GISM
consentire comunque eventuali nuove proposte di privati entro un tempo certo, pur decidendo subito il percorso alternativo
 
Per fare ciò GISM accetterebbe di restituire la convenzione entro il 30 luglio 2009 e ritirerebbe tutti i contenziosi a fronte del riconoscimento degli investimenti effettuati per un valore equo.
Il Comune potrebbe così predisporre da subito un nuovo bando di gara e, per garantire la continuità dell’attività del Centro e la salvaguardia dei posti di lavoro, affidare temporaneamente la gestione ad altra Società (privata o pubblica) che non abbia legami societari con le Associazioni utilizzatrici del Centro.
Il Comune potrebbe attivare da subito, con la collaborazione del nuovo gestore, il progetto per il finanziamento del Credito Sportivo ed effettuare nel secondo semestre 2009 gli interventi più urgenti.
Nel nuovo bando potrebbe essere previsto l’intervento del Comune per la manutenzione del verde ed un canone di affitto che consenta al Comune di recuperare nel tempo i costi sostenuti.
La soluzione proposta consente: un cambio di rotta immediato, visibile ed apprezzabile dai cittadini proprio nel periodo di maggior afflusso al Centro; l’eventuale accesso di nuovi soggetti interessati, con una scadenza definita; la continuità delle attività senza disagi o danni per i cittadini
 
Di contro il giorno successivo all’illustrazione della proposta, il Sindaco ha fatto notificare il provvedimento di revoca della convenzione, assegnando a GISM il termine di 15 giorni per restituire il Centro al Comune.
 
Si rafforzano le nostre preoccupazioni:
 
Se GISM scegliesse di attendere l’esito dell’arbitrato, cosa accade?
Come si pensa di scongiurare chiusure degli impianti o sospensioni di attività?
Che fine faranno le iscrizioni delle famiglie ai centri estivi e le quote di iscrizione già versate?
Come sarà individuato il gestore temporaneo, con quali garanzie?
Come avviene il passaggio di consegne tra il gestore uscente e il subentrante?
Quali costi ricadranno sul bilancio comunale per le azioni legali?
Come saranno tutelati i dipendenti di GISM?
 
Nessuna informazione o assicurazione è stata fornita dal Sindaco; ma dalle pagine del Notiziario apprendiamo che si attiverà “per garantire nel breve il minimo dei disagi” e soprattutto ci assicura che il centro porterà presto il nome di Enrico Mattei.
 
 
Gabriella Achilli Capogruppo Noi per la città
Angelo Bigagnoli Capogruppo PD
Marco Menichetti, Capogruppo Verdi per la Pace
 
per informazioni:Marco Menichetti
cel.: 335 7604097
mail: verdi@comune.sandonatomilanese.mi.it
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San Donato Milanese, 13 maggio 2009

COMUNICATO STAMPA

I BOSCHI DI SAN DONATO SARANNO SALVATI

Un successo ottenuto grazie al sostegno e all’impegno dei cittadini

La messa all'asta da parte di ENI Servizi delle tre pregiate aree boscate di San Donato - situate in via Ferrandina, via 2 Giugno, e nei pressi di Borgo Triulzio - aveva suscitato preoccupazione da parte nostra, dalle altre forze politiche di centro-sinistra, dal WWF e dagli oltre 1.300 cittadini che in pochi giorni hanno aderito alla petizione on-line “salva boschi”..

Questa forte e immediata mobilitazione ha prodotto i risultati auspicati: la Provincia di Milano ha dichiarato la propria intenzione di acquisire e tutelare il bosco di Borgo Triulzio e l’intero Consiglio comunale di San Donato ha votato ieri sera la nostra mozione che impegna direttamente il sindaco ad avviare le azioni necessarie per l’acquisizione degli altre aree verdi poste in vendita.

A pochi giorni dalla chiusura dell’asta, quindi, si sono compiuti dei passi decisivi per la tutela del patrimonio verde di San Donato, ottenendo impegni e garanzie per l’acquisizione pubblica di questi beni storico-ambientali.

Rimaniamo attenti e vigili affinchè questo positivo percorso non si arresti.

Ringraziamo tutti i cittadini, le associazioni e la Giunta Penati che, in pochi giorni, hanno sostenuto questa battaglia.

per informazioni:Marco Menichetti

cel.: 335 7604097

mail: verdi@comune.sandonatomilanese.mi.it

SCARICA IL VOLANTINO
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APPUNTAMENTO IMPORTANTE:

martedì 12 maggio, alle ore 20.30 partecipiamo al Consiglio comunale in cui si discuterà il nostro ordine del giorno in difesa dei boschi di San Donato...

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5 maggio 2009
 
COMUNICATO STAMPA
IN VENDITA I BOSCHI DI SAN DONATO
 
Appello dei Verdi al Sindaco Dompè: solo 10 giorni per salvare una parte importante del patrimonio verde della nostra città.
 
La notizia trova conferma sul sito web www.immobiliare.eni.it: ENI Servizi sta vendendo il proprio patrimonio verde presente sul territorio di San Donato, organizzando un’asta immobiliare che scadrà il 15 maggio prossimo.
 
Tra “i pezzi pregiati” c’è l’ormai famoso Bosco Triulzio, un pezzo di storia direttamente collegato all’antico borgo che, da anni, è difeso da centinaia e centinaia di cittadini che si sono sempre detti contrari a qualsiasi ipotesi di edificazione.
Saranno ceduti i boschi di via 2 Giugno e via Ferrandina a Bolgiano, l’area verde in prossimità delle autostrade nella zona est della nostra città e – come già citato – il boschetto di via dei Tigli a Metanopoli.
“Stiamo parlando, in totale, di più di 32mila mq di verde.” – dichiara Simona Rullo, presidente dei Verdi di San Donato – “Una superficie pari a cinque campi di calcio rischia quindi di essere svenduta ad altri privati che, presumibilmente, investiranno dei propri soldi per poi chiedere dei permessi a costruire.”
San Donato si è sempre caratterizzata per la quantità e la qualità del verde presente sul territorio. I boschi e le aree a verde in questione dovrebbero essere per sempre tutelate, ma le leggi regionali vigenti in materia urbanistica potrebbero permettere l’edificazione anche sulle cosiddette aree standard.
“Tre anni fa l’intero Consiglio comunale si era mobilitato in difesa del bosco Trivulzio di via dei Tigli.” - afferma Marco Menichetti, capogruppo dei verdi in Consiglio comunale – “stupisce che oggi questa operazione immobiliare stia passando sotto silenzio, senza nessun intervento diretto da parte del Sindaco Dompè. Stiamo quindi presentando un ordine del giorno urgente – da discutere in tempi brevissimi – che impegni il sindaco e la sua Giunta a farsi parte attiva per rinviare tale vendita, chiedendo ufficialmente al Gruppo ENI di contrattare con l’Amministrazione un’acquisizione a bene pubblico di queste importanti aree.”
 
per informazioni:
 
Marco Menichetti
cell.: 335 7604097
mail: verdi@comune.sandonatomilanese.mi.it
 
SCARICA IL VOLANTINO diffondilo via mail, fotocopialo e fai girare la notizia: è importante!!!
SCARICA IL VOLANTINO
L'ORDINE DEL GIORNO PRESENTATO PER IL CONSIGLIO COMUNALE PROSSIMO
 
Alla cortese attenzione di:
 
Sindaco di San Donato
Mario Dompè
 
p. c. Presidente del Cinsiglio Comunale
di San Donato
Luca Compagnone
 
ORDINE DEL GIORNO URGENTE
 
Premesso che
- si è appreso che la società ENI Servizi sta vendendo il proprio patrimonio verde presente sul territorio di San Donato, organizzando un’asta immobiliare che scadrà il 15 maggio prossimo;
- è stato posto in vendita il boschetto di Triulzio, un pezzo di storia direttamente collegato all’antico borgo che si estende per circa 7.000 mq tra viale De Gasperi, Via Moro e Via Triulziana ed è caratterizzato dalla presenza di grandi alberi di alto fusto di notevole pregio e valore ambientale;
- sono anche stati messi in vendita i boschetti di via 2 Giugno e via Ferrandina a Bolgiano, aree di pregio ambientale e che svolgono un’importante funzione “tampone” e di protezione dei residenti rispetto al traffico e all’inquinamento quotidianamente prodotti dalla strada Paullese;
- è stata messa in vendita un’area verde in prossimità delle autostrade nella zona est della nostra città.
 
Considerato che
- l’ENI, immemore del forte legame che aveva con San Donato, non solo sta provando a liberarsi di luoghi di grande valore ambientale presente in città ma, invece di cederli alla collettività a prezzo simbolico affinché ne sia garantita la tutela, li mette sul mercato senza preoccuparsi del rischio che questi spazi verdi possano scomparire o siano pian piano lasciati in stato di abbandono.
 
Preoccupato che
- in base alle attuali normative in materia urbanistica, che consentono l’edificazione anche sulle aree a standard, la destinazione di queste aree possa essere compromessa o comunque modificata.
 
Ritenuto indispensabile
 
- salvaguardare il destino delle aree in questione – in particolare i sopracitati boschetti - sia attraverso l’apposizione di vincoli naturalistici sovraordinati, sia reiterando i vincoli in sede di adozione dei nuovi strumenti urbanistici e avviando immediatamente delle serie trattative con la proprietà per l’acquisizione di queste aree a patrimonio pubblico.
 
il Consiglio Comunale
 
impegna il Sindaco e la Giunta ad individuare le soluzioni più idonee affinché queste aree mantengono anche in futuro le attuali destinazioni, siano acquisite a patrimonio verde pubblico della città, siano costantemente valorizzate e tutelate.
 
Marco Menichetti (Verdi), Gabriella Achilli (Noi per la Città), Angelo Bigagnoli (PD), Francesco Forenza (L'Altra San Donato)
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In provincia di Milano il centrodestra non vuole difendere il verde
 
COMUNICATO STAMPA DEL GRUPPO VERDI IN PROVINCIA
 
MILANO – “Il PTCP resta valido. A due mesi dalle elezioni provinciali diventa
l’elemento distintivo tra destra e sinistra. Per il centrosinistra, e per i
Verdi in particolare, il miglioramento della qualità della vita, della mobilità
e la conservazione dell’ambiente e del paesaggio sono obiettivi prioritari e
non subordinabili alle esigenze dei cementificatori”. Lo dichiara Andrea
Gaiardelli, capogruppo dei Verdi in Provincia di Milano.
 
Gaiardelli aggiunge: “L’assessore Pietro Mezzi e i tecnici della Provincia
hanno lavorato per due anni e mezzo, elaborando un piano di altissimo livello.
Il centrodestra ha presentato 2mila emendamenti, chiedendo di mettere in
discussione anche quelli non tecnicamente accoglibili. Poi ha chiesto il voto
segreto su ogni singolo emendamento, con lo scopo di dilatare i tempi all’
infinito. A questo punto il ritiro del Piano è diventato necessario. Bisogna
però che gli elettori sappiano che il centrodestra non sa neppure dove stia di
casa la spesso sbandierata concretezza lombarda. Da parte nostra sosteniamo
Penati che, se rieletto, si è impegnato a portare in aula il PTCP come primo
provvedimento”.
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Da "Repubblica online" del 25 marzo 2009
 
"Crisi economica, stili di vita più sani, la spinta verde di Obama
stanno facendo affermare la bicicletta come mezzo alternativo all'auto
Da New York a Frisco tutti in bici
l'ultima rivoluzione dell'America
dal nostro inviato FRANCESCA CAFERRI
 
PORTLAND - La rivoluzione avanza silenziosa nelle strade di Portland. La portano avanti uomini e donne senza bandiera, ma con la testa protetta da caschi colorati: indossano giacche di plastica per ripararsi dalla pioggia e ganci alle caviglie per non sporcare i pantaloni. Ogni mattina marciano compatti a un ritmo regolare: quello dei pedali delle loro biciclette. Portland, la più grande città dell'Oregon, universalmente riconosciuta come la città più bike-friendly degli Stati Uniti, da qualche anno è l'epicentro di un movimento che, lentamente ma senza sosta, si sta diffondendo in tutto il paese: l'affermazione della bicicletta come mezzo di trasporto alternativo alla macchina nei grandi centri americani.
 
A Portland, buona parte della città si muove su due ruote: le piste ciclabili sono numerose, i parcheggi per bici anche, molti negozi hanno un ingresso riservato ai ciclisti e i fattorini pedalano fra un ufficio e l'altro senza sosta. Le mamme poi girano con bici speciali, con una sorta di grande cesta di plastica nella parte posteriore: qui, assicurati da cinture di sicurezza, i bambini giocano in tranquillità. "Portland non è Amsterdam. E gli Stati Uniti non sono l'Olanda - spiega Jeff Maples, firma di punta del quotidiano "Oregonian" e autore di ""Pedaling Revolution", un libro che racconta l'ultima rivoluzione dell'America - ma il numero delle persone che usano le due ruote negli ultimi due anni è aumentato in tutto il Paese: i ciclisti hanno imposto alle città di creare spazi e regole per loro e nei prossimi anni il trend non potrà che aumentare".
 
A spingerlo, secondo esperti, ci sarà più di un fattore: la drammatica crisi economica che attanaglia gli Stati Uniti e che spinge migliaia di persone a tagliare ogni possibile costo, comprese auto e benzina. L'enfasi che sempre più medici mettono nella necessità di condurre uno stile di vita sano e di fare movimento. L'aumento dei mezzi di trasporto pubblici (la maggior parte dei quali c'è un posto per le bici). La riscoperta dei centri delle città - downtown - come spazi di vita e non solo di lavoro, con il conseguente abbandono delle villette di periferia che per anni hanno rappresentato il modello ideale di casa degli americani. E la "rivoluzione verde" promessa da Barack Obama: più finanziamenti per energie alternative e trasporto pulito, meno enfasi sulle auto. "Obama - insiste Maples - è stato il primo candidato alla presidenza a parlare di bici come mezzo di trasporto pubblico e a sollecitare l'appoggio dei gruppi su due ruote durante la campagna elettorale".
 
Così a New York nuove piste ciclabili hanno reso la Grande mela un luogo vivibile per i ciclisti, risultato inimmaginabile fino a qualche anno fa. A San Francisco, i raduni del movimento su due ruote Critical mass raccolgono ogni anno migliaia di persone. E anche a Phoenix, una delle metropoli più estese degli Stati Uniti e una di quelle con il numero maggiore di automobili, i ciclisti cominciano a non sentirsi più come animali rari: "Molti automobilisti pensano che io sia un poveraccio - dice un ragazzo su due ruote femo al semaforo - ma siamo sempre di più a girare in bici, e oggi ricevo molti meno insulti di un anno fa".
 
"Non credo che arriverà mai il giorno in cui vedremo ogni americano andare in bici: è una cosa che devi davvero volere e amare. Non può essere imposta - conclude Mapes - ma le cose stanno cambiando. E non poco. Dieci anni fa il mio libro non sarebbe mai stato accolto con favore. E cinque anni fa gli automobilisti non sarebbero stati così rispettosi con me e con gli altri ciclisti nelle strade delle grandi città. Andiamo verso un futuro in cui, soprattutto nelle grandi città, ci sarà una sempre maggiore scelta nei mezzi di trasporto. Sempre più auto finiranno in garage. E io sono fiducioso che nelle strade americane ci saranno sempre più biciclette"."
COSIGLIATO DAI VERDI PRIMARIE DEL CENTROSINISTRA: ECOPARLANTE GLI ARTICOLI indietro I   LINK UTILI   I  I   PHOTOGALLERY   I  I   PHOTOGALLERY I   LINK UTILI